Chiusi or gli occhi miei apro al sentire
A quel lieve tremore che cinge il petto
Or provo con animo quieto ad ubbidire
Al ritmo che il cuor mio fa batter di getto...
 
calamaio


SONETTI










Anteprima di alcune delle liriche presenti nella raccolta alla quale sto dedicandomi attualmente.






Sonetto II


Io non vedea più la differenza tra ombre e luce
tutto pareami fitta tenebra e pruni d'intorno
le parole eran germogli senza alcun voce
e l'astro non bastava ormai a fare il giorno

I pensieri miei vuoti che ancor il tempo scuce
non eran che lische d'un sentire disadorno
emozioni disperse da foce ascosa e foce
come gocciar di cielo su fiume o uccello storno

E fu allora che occhi in viso schiusi al tempo
tra ombre di oblio e di pensieri vidi bellezza
e sì intenso era il lucente sguardo e attraente

Che persi i sensi e quando rinvenni subitamente
mi sentii pervader da si soave gentile brezza
da tornar anco a gioir d'ombra e luce al contempo








Sonetto IV

Chiusi or gli occhi miei apro al sentire
a quel lieve tremore che cinge il petto
or provo con animo quieto ad ubbidire
al ritmo che il cuor mio fa batter di getto

Ma null'altro appare al mio accorto desire
che lento mostra fievole un passetto
se non un buio ch'acceca il mio riaprire
occhi oramai ciechi per troppo intelletto

Oh, anima mia liberami da simil pena
che ben lacera ogni prova al desio
al piacer d'esser sangue e carne viva

Lascia che il cuor si spinga oltre la riva
laggiù ove rospo gracida felice e vanesio
e l'erba par esser sì dolce come verbena







Sonetto VI

Nessuno può negarmi d'esser fuoco
se pur brucio e presto mi consumo
se l'aria m'alimenta ma all'acqua m'affioco
come candela alfin ridotta s'è solo fumo

E dunque col pensiero giro per altro loco
ove ragion non puote e libera schiumo
com'onda alta che infrange nel gioco
e presto torna goccia del mar profumo

E lascio correre la mente al sole
mentre le mani porgo aperte al tempo
perché il sentire mio ch'esplode dalla tempia

Della luce e della gioia di viver si riempia
di emozioni ascolto vivido e profondo al contempo
mentre il cuor de' raggi s'ingemma come girasole








Sonetto IX


Dove ti nascondi anima mia che scappi
che corri via veloce oltre il sentire
tu che al mio cuor sei di conforto sappi
che se pur te ne vai ignara del mio patire

E scivoli veloce oltre l'orizzonte t'aggrappi
e nulla pare ostacolare il tuo ardire
io resto sola come quei vecchi tappi
che vino oramai non posson più vestire

Tu dunque sei sí spietata e lontana
da lasciarmi pelle nuda e persa
pianger sola come dimentica fontana

Muta sillaba del mio dolore
perdermi quale madreperla di collana
che bimbo strappa trionfatore










 
 
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